Cessione dei crediti e deducibilità fiscale, necessità per l'impresa, vantaggi per l'imprenditore

 

Problematica generale

 

L'attuale economia, e gli scambi commerciali sono fondati in modo quasi esclusivo sul pagamento dilazionato, e comunque in assenza di contante, i crediti che ne derivano, cagionano una problematica tanto più difficile quanto meno sono incisive le azioni legali e le leggi per costringere il debitore ad adempiere.

 

Ciò per cui i crediti non onorati, aggravano la conduzione imprenditoriale costringendo ad una vera e propria seconda gestione, con ovvie implicazioni di tipo civile e fiscale. Dispendi di energie e di altro denaro.

Quando peggio ancora concorrono a concretizzare un bilancio annacquato o non trasparente, che in caso di bancarotta puo' rendere fraudolenta la procedura concorsuale, con gravi responsabilità patrimoniali e penali, per amministratori e sindaci delle società.

 

I crediti in genere rientrano tra i c.d. "beni fungibili" infatti possono essere oggetto di autonomo trattamento, vendita, cessione, scambio, ecc, manifestazioni di volontà produttrici di effetti civili e fiscali, vantaggi e/o svantaggi per 1'impresa.

 

In generale, però essi, per essere movimentati devono essere sollecitati da un interesse, da parte dell'imprenditore, interesse che tanto è maggiore, quanto è immediato il vantaggio diretto o indiretto che ne deriva.

Comunque ci deve essere una sollecitazione, verso un risultato positivo, quindi produttore di utilità.

 

La rapida connessione di fatti economici, generano vantaggio solo quando sono genuini e puri, sia sotto 1'aspetto civile che fiscale, evitando nella maniera più assoluta che eventuali carenze procedurali o di forma possano produrre anche risvolti penali.

L'imprenditore deve essere particolarmente attento su questo terreno che per sua varietà non gli è congeniale.

 

Egli non sempre si muove con 1a opportuna agilità tra i prodotti di tipo finanziario, per:

-        l'applicazione delle relative normative;

-        la corretta procedura da seguire;[1]

-        la scelta dell'interlocutore;

 

L'analisi che qui ci occupa riguarda i vantaggi anche di tipo fiscale derivanti dalla cessione di crediti, dubbi, inesigibili, o irrimediabilmente perduti.

 

Sotto 1'aspetto della dottrina ragionieristica, occorre formalizzare una vera e propria insussistenza di attivo, perché essa possa essere attratta al conto economico e:

-        Riequilibrare la valutazione del conto “Crediti V/Clienti”[2]

-        Incidere sul reddito o imponibile fiscale.

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NORMATIVA CIVILE

 

I1 credito é un prodotto di tipo finanziario, la sua gestione è una attività come si è detto innanzi con qualità fungibili, quindi il credito può essere trattato autonomamente per la sua cessione, e la trasformazione a vantaggio per l’impresa.

 

Molteplici forme può assumere la trattazione indiretta dei crediti, tanto che i titoli rappresentativi dello stesso, sono normalmente oggetto di cessione, (mediante girata) o anche di azioni giudiziarie (pignoramento, esecuzioni giudiziarie ecc.)

 

Nella fattispece c’interessa, la trattazione della cessione.

 

Tale istituto giuridico é regolato dagli artt. 1260 e seguenti del nostro Codice

Civile, che testualmente recita:

 

"Il creditore può trasferire a titolo oneroso, o gratuito il suo credito anche senza il consenzo del debitore"

 

Inoltre, i crediti anche se irrecuperabili vanno esposti nell'attivo del bilancio secondo il codice civile (art.2425 punto sei) e devono essere valutati prudenzialmente secondo il loro presumibile valore di realizzo.

 

Va detto immediatamente che il valore del credito può variare, anche discostandosi dal suo valore facciale, tant'è che può essere ceduto anche a; titolo gratuito, oppure a prezzo di codice civile, per dare l’onerosità alla cessione, da valutarsi rispetto alla sua probabilità di recupero.

 

Anche una ‘lira’ potrebbe rappresentare quell’onerosità che lo rende valida la cessione e fiscalmente deducibile.

 

Va inoltre immediatamente precisato che la cessione gratuita si avvicina pericolosamente alla liberalità, che non è fiscalmente deducibile.

 

Ció per cui sarebbe facile per l'imprenditore, poter fare una riduzione dei valori proprio di quei crediti, che i fatti e le circostanze li classificano tra quelli di difficile realizzo o proprio perduti, se non intervenisse la norma fiscale, che pretende la prova della perdita che con 1'incontro di due volontà, suffragate da un contratto, la richiesta prova si manifesta in modo certo e definitivo[3], rientrante nella fattispece (legge 350 Codice Ccivile) che a seconda del suo contenuto può essere definitivo (Art. 1260) o soggetto a condizioni,(Art 1353).

 

La cessione definitiva é quella che c’interessa, atteso che concretizza lo spoglio totale, irrevocabile ed irreversibile del bene finanziario (credito), meglio conosciuta come cessione "Pro-Soluto".

 

La cessione soggetta a condizione; Qalunque sia la condizione sospensiva, non genera ovviamente lo spoglio totale, pro-solvendo.

Tale cessione non è ficalmente rilevabile, ai fini della deduzione dal reddito e quindi non interessa questa trattazione.

³

 

NORMATIVA FISCALE

 

Considerato che 1'operazione, viene posta in essere per valutare nella maniera più trasparente possibile il bilancio, per dare la dimostrazione a chi dovesse giudicare il nostro operato di amministratori di società, di trovarsi a cospetto di un bilancio redatto da un “buon padre di Famiglia”.

 

Le norme civili, fiscali e penali sono molto intransigenti in presenza di bilanci “annacquati” con crediti verso clienti, i quali in larga misura non sono esigibili, quindi con i bilanci FALSI.

 

Peggio ancora se è possibile dimostrare che l’irrecuperabilità del credito era conosciuta dall’amministratore.

 

Una volta riequilibrato il bilancio per godere del ritorno d’imposte dirette pagate in eccesso, occorre prestare particolare attenzione alla formalizzazione dell'atto ed alla sua finalizzazione.

 

Per quanto riguarda le imposte dirette vanno visti gli Artt. 56,57,66, e 74 de1 DPR 597, Irpef le connessioni ai fini Irap ed Irpeg, per gli opportuni rimandi.(Artt.66 e 71 del nuovo T.U.I.D.).

I1 fisco consente tre strade per la deducibilità delle perdite su crediti:

 

-        La prima, più applicata è quella della creazione del c.d. fondo svalutazione crediti, cui è consentito di addebitare al conto profitti e perdite annualmente una certa percentuale (max 0,5%) fino al raggiungimento del 5% di tutti i crediti (art 66) (dal O1 Gennaio 1988 art.7l.)[4]

 

-        La seconda, quella che sta diventando per così dire attuale; E’ la cessione a prezzo vile del credito irrecuperabile, o in parte recuperabile in epoca tale che la perdita di potere di acquisto lo renda peggio che perduto, quale risulta da prove documentate (R.M. 9/124 del 06 agosto 1976).[5]

-        Chiusura della procedura concorsuale.[6]

 

La correttezza fiscale dell'operazione trova conferma nella risoluzione ministeriale n°9/634, 13 marzo 1982.

 

In sostanza il credito deve essere “in pectore" inutilizzabile, o produttore di spese e costi (legali, interessi, ecc.) altrimenti si incorre nella c.d. simulazione (art.1414 e 1417 del codice civile) che se invocata dal fisco, in sede di accertamento, porrebbe nel nulla 1'operazione. (Salvo esito contenzioso)

 

Quindi occorre una cessione "Pro-Soluto" a titolo oneroso anche se a prezzo vile, ad un opportuno interlocutore (vale a dire autorizzato dalla competente Autorità Giudiziaria)

 

La perdita derivate dal credito ceduto deve tener conto di quanto è stato già accantonato al fondo svalutazione crediti (ove sia presente tale fondo) e quindi per la sua deducibilità si tiene conto solo della differenza.

 

Infatti 1'importo del fondo che è già stato spesato al conto perdite e profitti, e si realizzarebbe una duplicazione, fiscalmente non corretta.

 

In pratica va detto che si deve realizzare una ipotesi tale da fare una scelta di convenienza per 1’impresa, quindi essa (la cessione) deve pervenire al maggior risultato economico (R.M.9/517 del 6 Settembre 1980, alla lettera 'c'), nonchè deve avere i presupposti della inevitabilità della involontarietà e della inerenza, (R.M. 9/1116 del 1° Settembre 1980, decisione della commissione centrale n°51160 del 17 Maggio 1962; la Cassazione 7 Maggio 1962 n° 1115).

 

Per quanto riguarda 1'imposta di registro, va detto che il contratto si perfeziona con il consenso delle parti, (cedente e cessionario), essendo ininfluente la volontà del debitore e si conclude con l’accettazione del cessionario (Cassazione del 14 Giugno 1952 n° 1712), nè la notifica al debitore è una manifestazione di volontà ma un atto meramente conoscitivo (art. 1264).

 

Nemmeno la consegna dei documenti rappresentativi del credito è necessaria atteso che essi sono parte riguardante 1'esecuzione del contratto (Cassazione Sezione 1° del 26 luglio 1966 n°2072).

 

La data certa, può essere concretizzata attraverso la "datazione postale" (cassazione del 19 Giugno 1973 n°1808, del 17 Ottobre "968 n°3339, del 14 Ottobre 1961 n° 2139).

 

L’atto di riequilibrio del bilancio, e la volontà della cessione si può perfezionare in due modi:

-        Contratto vero e proprio

-        Scambio di lettere commerciali con data certa.

Nella prima ipotesi la registrazione va fatta in termine fisso (20g)

Nella seconda per la registrazione vale la regola del "caso d'uso, ciò come è noto scatta solo se gli atti devono essere fatti valere in sede giudiziaria (Art. 1 lettera 'a' tariffa seconda che richiama 1'art. 2 della tariffa prima R.M. n°30019 del 27 gennaio 1975, vedi anche art. 1° lettera 'a' della seconda parte della tariffa allegato 'A' del DPR 26 Ottobre 1972 n° 634

 

La normativa in vigore ha mantenuto il testo della disposizione preesistente , come sopra, ha equiparato tutte le cessioni di credito, non solo quella alle banche.

Quindi applica 1'imposta allo 0,50% del valore nominale del credito (prima era 3%), indipendentemente dalla sua formazione.

 

Va detto che eventuali registrazioni in caso d'uso delle cessioni ante 1° Luglio 1986, scontano anch'esse 1'imposta dello 0,50%.

 

Per quanto riguarda 1'imposta sul valore aggiunto la materia è fuori del campo di applicazione (Art.2 Terzo comma del DPR 633 del 26 Ottobre 1972, anche dopo le modifiche apportate del DPR 687 del 27 Dicembre 1974).

 

Infatti si legge... “non sono considerate cessioni di beni i crediti il danaro ecc.”

 

Per quanto riguarda 1'imposta di bollo i contratti relativi vanno a scontare 1'imposta normale (lire 20.000) che può essere foglio bollato, marca da bollo, o in modo virtuale, al momento della registrazione.

 

La cessione fatta per corrispondenza, o scambio di lettere commerciali sconta 1'imposta di bollo, dovuta per la corrispondenza, bollo lire 500 se contengono quetanze superiori a lire 50.000 di valore.

 

³

 

L’INTERLOCUTORE - IL CESSIONARIO

 

Particolare attenzione va posta nella scelta dell'interlocutore cessionario del credito.

 

A parte il fatto che bisogna che sia abilitato dalla P.S. alla gestione del credito, occorre essere attenti, onde evitare di correre rischi inutili, infatti la cessione, ritenuta simulata, è molto più dannosa del tenere in bilancio crediti decotti, inutili, fasulli, anche se ciò determina un bilancio c.d. annacquato.

 

Questi deve essere innanzi tutto un soggetto di imposta, in modo che nella rara ed improbabile ipotesi cha si recuperasse il credito ceduto dedotto il prezzo vile pagato, pagherà l’imposta sulla sopravvenienza attiva per la differenza.

Inoltre non si deve avere nessun rapporto, commerciale, economico o di cointeressanza con i1 cedente, atteso che i1 prezzo vi1e in sede di accertamento potrebbe essere scambiato per cessione a titolo di liberalità e quindi non deducibile, il corrispettivo commissionale pagato e fatturato sarà senz'altro considerato “operazione inesistente" con tutto quel che segue, anche sotto 1'aspetto penale (vedi legge 429, c.d. "manette agli evasori").

 

Inoltre il cessionario di solito una società deve avere, quale scopo oggetto e finalità sociale, regolarmente omologato la trattazione di prodotti finanziari, quale é ovviamente considerato il "credito, equiparato al denaro ed alle monete"; ciò per cui deve essere in possesso delle licenze ed autorizzazioni previste dalla legge; banca, società finanziaria, ecc. o licenza, per la gestione dei crediti (recuperi, cessioni, ecc.)

 

Per i crediti esteri, occorre il riconoscimento del Ministero del Commercio con 1'Estero (MINCOMES), e dell’U.I.C. (Ufficio Italiano Cambi) trattandosi di operazioni verso 1'estero, perchè a valle della cessione, ci potrebbe essere l’esportazione di valuta italiana.

³

 

PROCEDURA

 

La procedura, come si è detto innanzi può essere di due tipi:

-        quella contrattuale vera e propria.

-        quella mediante scambio di corrispondenza.

entrambe hanno la finalità di dare data certa all'operazione tanto da farla ricadere con certezza, nell'esercizio considerato e quindi dare certezza all'operazione, per tutti i risvolti fiscali della stessa.

 

Sotto 1'aspetto ragioneristico e civilistico le registrazioni nelle scritture delle due parti, equivalgono a dare la voluta certezza.

 

Nel primo caso (contratto) si stende un regolare contratto in bollo, nel quale una parte dichiarando il credito certo genuino, ma inesigibile, lo cede all'altra parte che lo accetta per il prezzo convenuto.[7]

 

Non devono essere apposte condizioni sospensive o condizioni anche pattizie a parte, e farne riferimento, deve essere usata una forma stringata, semplicemente, usando i temini “cessione” e “Pro-Soluto”.

 

I titoli possono essere allegati o consegnati successivamente ma ciò non implica nullità o annullabilità del contratto. [8]

 

Nella seconda ipotesi, mediante la spedizione di una lettera senza busta, in modo tale che i1 bollo postale sia apposto sulla stessa lettera, con la quale il cedente offre al cessionario il credito, indicando il prezzo della cessione e 1'impegno a definire le prestazioni legali eventualmente già avviate.

 

La controparte risponde con un'altra lettera fatta nello stesso modo, nella quale, perfezionando 1'operazione accetta il credito al suo valore nominale, (ivi compresi gli interessi maturati e le spese anche legali sostenute ad esso inerenti ecc.) ma lo paga allegando un assegno circolare, del valore pari al prezzo vile (1.000 lire) della cessione. (1'operazione a questo punto è compiuta).

 

I1 cedente rimetterà i titoli rappresentativi del credito, in originale, e le fotocopie dei titoli sottostanti, (fatture, bolle, note di addebito ecc.).

 

E’ opportuno chiedere al cessionario il patto di non retrocessione nei confronti del cedente, onde evitare discutibili e spiacevoli sorprese.

 

Successivamente il cessionario provvederà a notificare al debitore 1'avvenuta cessione perchè legalmente ne ha 1'interesse, cosa che ha perso il cedente, spogliandosi del credito.

 

COMMISSIONE DELLA PRESTAZIONE

 

La prestazione del cessionario, ovviamente è a titolo oneroso, quindi è richiesto un corrispettivo per 1'operazione.

 

Essa è giustificata dal fatto che il cedente sollecitato direttamente all'esecuzìone dell'operazione (qualunque sia il leggittimo motivo) comunque ne farà trarre un vantaggio diretto o indiretto che sia.

 

I1 compenso richiesto è quasi strettamente commisurato al vantaggio, di norma il compenso è pari al 6% dell'importo del valore nominale dei crediti o del credito da cedere, oppure in altri casi il 10% delle imposte risparmiate, il vantaggio varia a seconda del tipo di tassazione del soggetto cedente.

 

Particolare attenzione va data alla fatturazione che la società cessionaria rilascerà, infatti, bisogna evitare tutte quelle formule che riconducono il pagamento a "consulenza" oppure a prestazioni di servizi connesse alla valutazione o gestione del credito o cose simili, meglio chiamare le cose con il loro nome, quindi il corrispettivo pagato deve essere chiaramente indicato in fattura per “l’operazione di cessione di credito inesigibile”.

 

In caso contrario se non direttamente connessa alla operazione, o poco chiara, offre sicuramente il fianco alla sua annullabilità, e quindi alla fattispece di operazione inesistente.

 

La formula di fatturazione usata è del tipo

 

(carta intestata

della società acquirente)

      NOI

Spett/le ditta

(società cedente)

      VOI

 

corrispettivo per la prestazione

di servizi inerente alla cessione

del/i credito/i inesigibili ma
certi nei confronti di:

 

titolo 

nome  

importo 

Spese

Assegno

Debitore

15.000.000

54.000

Cambiale

Cliente

 5.000.000

15.200

 

 

20.000.000

69.200

 

 

 

 

indicare i nomi dei debitori ceduti,

sul totale comprensivo di spese calcolare il 6% .........£           1.204.152

Iva 20%                                                            ....................£ ___               240.830_

Totale della fattura                                           ....................£                     1.444.982

 

³

 

REGISTRAZIONI CONTABILI

 

Nelle scritture del cedente la cessione dei crediti va registrata con la data della accettazione della cessione stessa, da parte del cessionario.

 

1° Registrazione

 

_____data_____

PERDITA SU CREDITO

                                                           A            Cliente XY ………………… £ __________-

Per la cessione Pro-Soluto

Del credito di lire ______

(Indicare l’importo del credito

Al suo valore nominale)

___d/d___

Ripetere questa scrittura per ogni cliente o credito ceduto.

 

2° Registrazione

 

___d/d___

Cassa o Banca

                                                           A            perdita su credito £ __1.000___-

Importo del ricavato

Dalla cessione Pro-Soluto.

 

3° Registrazione

 

___d/d___

Fondo Sval.Crediti

                                                           A            perdita su credito £ _________-

Rettifica del fondo

Ove esistente, per i

crediti ceduti

 

4° Registrazione

 

___d/d___

perdite e profitti

                                                           A            perdita su credito £ _________-

Costi

Giroconto del saldo.

___________#@#___________

 

Perdite e profitti (costi).

(spese varie)                                     £ (imponibile)

Iva C/acquisti                                    £ (iva relativa)

                                                           A            Cassa o Banca Totale pagato          

Per pagamento prestazione cessione crediti inesigibili.

 

³

PRECLUSIONI

 

Non ci rendiamo cessionari di crediti provenienti dal gioco o dalle lotterie, dalle corse o lotte degli animali, o dall’usura, per il riciclaggio, per vendite non strettamente inerenti l’attività principale dell’azienda cedente, e comunque mai per la vendita delle armi, per la cessione degli animali vivi, per le opere d’arte; O edili dichiarate in contrasto con l’ambiente.

L’accettazione definitiva di acquisto deve seguire la fase istruttoria, attraverso la divisione SH Investigazioni della ®Incista SpA

 

CONCLUSIONE

Riteniamo di aver dato un utile contributo all’operazione che la nostra società è abituata a fare, avendone titolo, qualità operativa, ed esperienza acquisita nella problematica, siamo disponibili a dare ogni delucidazione ed aiuto perchè essa sia ineccepibile e completa, quali ad esempio le verbalizzazioni di consiglio e di assemblea a seconda dei poteri dell'organo di amministrazione, fornendo altresì tutta la modulistica ed i testi necessari.

 

®Incista SpA

l’Amministratore Unico



[1]  Tale da raggiungere un risultato effettivamente corretto, che non dia successive sorprese.

[2] Valutando lo stesso secondo il “presumibile valore di realizzo” secondo le conoscenze, ed i tentativi di recupero già eseguiti.

[3] Solo attraverso la sua cessione Pro-Soluto.

[4] Ovviamente questa compensazione fiscale del credito inesigibile è indubbiamente insufficiente.

[5] Unico sistema accettato dal fisco per consentire  l’epurazione tutale dei cre3diti inesigibili dal bilancio.

[6] Per i fallimenti, inutile dilungarsi sulle lingaggini a tutti note.

[7] Anche se vile nel nostro caso lire Mille.

[8] E’ chiaro però che la consegna dei titoli è formalità di perfezionamento per la procedura, soprattutto per i titoli rappresentativi dei crediti pagabili al portatore

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